Ligabue e il polipo intracordale


Problemi alle corde vocali: cos'è un polipo intracordale

Luciano Ligabue ha dovuto sospendere il suo tour per questo tipo di lesione piuttosto frequente.

Ecco dunque cos'è, come si manifesta e come si cura

 

 

Panorama.it, 19 Marzo 2017

Intervista di Ilaria Molinari

a Fabiana Nisoli

http://www.panorama.it/scienza/salute/problemi-corde-vocali-polipo-intracordale/
(il link non è più attivo)

 

Abbiamo letto la notizia che Luciano Ligabue deve sospendere il suo tour pronto alla partenza a causa di un problema alle corde vocali: un polipo intracordale che gli impedisce di cantare e lo costringe a un intervento chirurgico che lo farà tornare sui palchi solo a settembre. Ma cos'è un polipo intracordale? Lo abbiamo chiesto a Fabiana Nisoli, logopedista ed esperta in vocologia artistica.

 

Ecco dunque un quadro completo su cosa sia questa lesione del nostro organo vocale, quali problemi crea, come è fatto e soprattutto cosa bisogna fare per curarsi e riprendere a parlare e cantare nel modo corretto.

 

 

Cos'è un polipo intracordale?

Un polipo intracordale è una lesione della corda vocale, di tipo benigno, quasi sempre localizzato sul suo bordo.
La mucosa che riveste le corde vocali, a causa di eccessi o veri e propri abusi nell’uso della voce, va incontro a vasodilatazione ed edema (cioè ad aumento della massa per accumulo infiammatorio di fluidi). Nel caso di un polipo, questo aumento di tessuto è localizzato, cioè riguarda una zona più circoscritta piuttosto che estendersi su tutta la corda vocale: si presenta visivamente come una sorta di cuscinetto, più o meno ampio.

 

In che modo crea problemi alla voce?

La massa del polipo causa problemi alla regolare vibrazione delle corde vocali: il sintomo principale a livello acustico è la raucedine, che compare a intervalli o in modo continuo.

 

Ma come è fatto questo polipo?

A seconda del contenuto, può essere gelatinoso, oppure angiomatoso (se prevale la componente vascolare, e risulta di colore rossastro) o fibroso (soprattutto se è più vecchio). I polipi possono essere inoltre definiti come sessili (se sono adesi alla corda con una base larga) o peduncolati (se sono attaccati alla corda tramite un piccolo “ponte” di tessuto, simile a un minuscolo picciolo).

 

Come si genera e perché?

Il più delle volte si genera a seguito di un trauma acuto (concentrato ad esempio in un grido, un pomeriggio allo stadio o un eccesso nel cantato) effettuato su corde già infiammate.

 

Quali sono i fattori che predispongono all'insorgere di un polipo?

I principali sono il fumo, un eccessivo consumo di alcol, l’esposizione ad agenti chimici irritanti, il reflusso gastroesofageo, o anche l’infiammazione cronica delle vie aeree superiori e le allergie che riguardano l’apparato respiratorio.

 

Come si cura?

La terapia interessa più fronti: farmacologico, logopedico e chirurgico.

Il progetto terapeutico va valutato di caso in caso dal medico specialista (foniatra o otorinolaringoiatra), tenendo conto dell’influenza del polipo sulla resa vocale e di diversi fattori come la grandezza e la posizione del polipo stesso oppure la presenza o meno di ulteriore infiammazione diffusa al resto delle corde. Si arriva a un criterio di urgenza per i polipi più grandi, che devono essere rimossi al più presto perché ostruiscono il passaggio dell’aria fra le corde vocali e provocano difficoltà respiratorie (dispnea).

La terapia farmacologica (in particolare farmaci antiinfiammatori e antiedemigeni) può essere un valido aiuto nella riduzione della dimensione del polipo e dell’infiammazione diffusa, soprattutto nel caso di lesioni recenti.

In molti casi, per il polipo cordale la soluzione più efficace è la rimozione chirurgica, da tenere in considerazione fin dai primi tempi della presa in carico del soggetto.

 

La logopedia è utile?

La logopedia è utile sia di per sé, sia a supporto dell’intervento chirurgico. Le sedute logopediche aiutano il paziente a recuperare uno schema vocale non traumatico e a gestire al meglio la sua voce, e talvolta il compenso raggiunto permette di raggiungere risultati accettabili (soprattutto se il polipo è piccolo); in caso di chirurgia, è bene invece effettuare delle sedute pre intervento, con lo scopo di automatizzare il prima possibile la modalità corretta di emissione vocale, e delle sedute post intervento specifiche.

 

Perchè è così grave per un cantante?

La presenza del polipo altera la forma della corda: ciò si traduce in una significativa alterazione vocale, caratterizzata da perturbazioni della voce (raucedine, diplofonia).

Il polipo è davvero un ospite indesiderato: da una parte, essendo un corpo sporgente, forma un ostacolo all’avvicinarsi delle corde vocali (il meccanismo dell’adduzione) e arriva ad infiammare l’altra corda sulla quale urta continuamente; dall’altra, essendo pesante, affatica il muscolo cordale e il sistema muscolare va in esaurimento molto più rapidamente (si parla di fonastenia, cioè stanchezza vocale). Nei casi più gravi il paziente può perdere la voce dopo pochi minuti di parlato, o dopo una manciata di brani cantati.

 

E come ci si accorge di averne uno?

Acusticamente si nota l’effetto della cosiddetta “fuga d’aria”, cioè il flusso aereo che sfugge tra le corde vocali che non si avvicinano bene, processo che secca le mucose e si traduce percettivamente nel tipico suono “soffiato”. Ecco perché il paziente si trova ad aumentare i suoi rifornimenti di aria: è come se avesse a che fare con un motore costretto a lavorare con un serbatoio che perde benzina.

Il paziente quindi presenta una voce alterata, percepisce affaticabilità, sente necessità di schiarire spesso la voce (il raclage, manovra che in realtà causa ulteriore trauma alle corde) e cerca di compensare il problema irrigidendo i muscoli di un sistema che dovrebbe invece mantenersi il più elastico possibile.
 

Dopo un intervento quanto tempo serve per recuperare? e cosa bisogna fare?

Dopo un intervento chirurgico alle corde vocali è sempre necessario un periodo di silenzio totale (solitamente tra i 3 ed i 7 giorni, a seconda delle indicazioni del chirurgo) per favorire la corretta guarigione della sede dell’intervento ed evitare cicatrici. Successivamente è necessario svolgere con l’aiuto del logopedista dei particolari esercizi vocali, cosiddetti "ritensionali", proprio come si farebbe per i muscoli di un braccio che è rimasto ingessato per diverso tempo. Altri esercizi e strategie favoriscono la guarigione della mucosa e degli strati più profondi della corda vocale. Dopo il silenzio vocale, il paziente può riprendere a parlare per pochi minuti all’ora, aumentandoli di settimana in settimana, fino a tornare ad una condizione di normalità del parlato sostanzialmente in un mese.

Se il buon uso vocale non è stato interiorizzato prima dell’intervento chirurgico, sarà opportuno per il paziente affrontare un percorso logopedico globale, che lo accompagni nella scoperta delle tecniche che rendono efficace e a basso costo l’emissione vocale.

 

E per ricominciare a cantare?

Dopo l’intervento chirurgico, per ricominciare a cantare, il paziente dovrebbe attendere un periodo più lungo rispetto a quello richiesto per riprendere a parlare: in media si tratta di almeno due mesi dopo l’intervento, anche se le condizioni vanno valutate di caso in caso. In generale bisogna avere la massima cautela, riprendendo il cantato secondo gradiente di difficoltà ed impegno muscolare (partendo quindi dalle note più vicine a quelle del parlato, con vocalizzi ad intervalli ed intensità ridotti).

Nel caso di un cantante, è molto utile affidarsi ad un maestro di canto che sappia accorgersi dei segnali mandati da una voce convalescente, e possa aiutarlo nell’autopercezione della sua voce e del suo corpo, la stupenda e complessa macchina che lo genera.

 

Ligabue sostiene di tornare a cantare a settembre. È credibile?

Per quanto riguarda l’intervento chirurgico, se verrà effettuato nel breve periodo e considerando i tempi di ripresa, possiamo ritenere più che credibile questa dichiarazione. È chiaro che non avendo dettagli riguardo al suo caso possiamo solo permetterci di fare delle stime, che tuttavia sembrano compatibili con un percorso di recupero completo e ben gestito.

Non resta che augurare a Ligabue una buona ripresa e di tornare dai suoi numerosi ed affettuosi fan molto presto… o meglio, quando la sua voce glielo consentirà: le parole d’ordine sono cautela e rispetto.

 

© Panorama.it

 

 

 

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